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Fortunato Depero attraverso il futurismo

Palazzo Assessorile 31 ottobre 2013

Comunicato Stampa 

Una platea numerosa e attenta ha assistito ieri sera, al palazzo assessorile di Cles, alla prima delle tre serate a tema organizzate nell’ambito della mostra Cles. Antiquariato a palazzo, ospitata tra le sale del bellissimo edificio del capoluogo noneso fino al 17 novembre. Fortunato Depero attraverso il futurismo (questo il titolo del primo incontro) ha attirato e appassionato moltissime persone, che per quasi due ore hanno ascoltato con attenzione la vera e propria lezione di Maurizio Scudiero sull’importantissimo artista trentino.

La fama del relatore (Scudiero, architetto e storico dell’arte roveretano, sin dall’inizio dei suoi studi si è occupato della figura di Depero, ha all’attivo oltre 200 pubblicazioni e il prossimo anno curerà a Madrid una delle più grandi esposizioni dedicate all’artista trentino) e l’importanza di Depero nel panorama artistico mondiale, hanno fatto sì che la serata si trasformasse in
«un incontro del calibro di una lezione universitaria» come ha avuto modo di dire Marco Ferrario, presidente dell’associazione mercanti d’arte antica del Trentino (Amaat).

«È emozionante parlare di Depero nella sua valle – ha esordito Scudiero – è un po’ come tornare alle origini. Del resto lui stesso diceva sempre “Nacqui a Fondo”, a ricordare la sua provenienza, nonostante sin dalla tenera età abbia vissuto a Rovereto, dove ha frequentato la Scuola reale elisabettina, che ha formato la sua personalità artistica, facendo sì che la sua preparazione fosse superiore a quella di tutti i suoi colleghi futuristi».

Ha preso le mosse così, dai primi passi dell’artista, il viaggio lungo una vita all’interno della sua arte: dalla pittura pre-futurista, «molto energetica e austriaca» al «balzo acrobatico» che nel 1914 da Rovereto lo catapulta a Roma, dal suo periodo futurista alla virata nel decorativismo con la parentesi di Viareggio, fino alla parentesi newyorkese e al ritiro in Trentino, con la commissione che lo salvò dalla povertà, ovvero la decorazione della sala del Consiglio provinciale a Trento.
«Depero è stato un futurista atipico, ha attraversato il futurismo in maniera trasversale e questo l’ha penalizzato – ha spiegato Scudiero – Ha attraversato varie correnti prendendo quello che gli serviva per la sua arte, poi proseguiva oltre. È stato precursore di molte affermazioni concettuali che si realizzeranno molti anni dopo».

Attraverso le diapositive proiettate sullo schermo il pubblico ha potuto apprezzare l’evoluzione dell’arte di Depero, dal lavoro sull’astrattismo a quello nel teatro (progetta dei costumi modificabili, sonori e luminosi), dalla scultura agli arazzi della sua «casa d’arte», fino al periodo (negli anni Venti) delle varie declinazioni dell’ «arte meccanica futurista» e alle prime crepe nelle quali si insinuano la forza della natura, il ritorno al realismo e a un nuovo senso della visione dopo il biennio trascorso a New York (1928-’30). Gli ultimi anni Depero, dopo il suo impegno nella pubblicità, li trascorre a Rovereto progettando
il suo museo.

«Mio padre sedeva tra i banchi del Consiglio provinciale quando si decise di affidare la commessa per la decorazione della sala a Depero – ha poi raccontato il sindaco di Cles Maria Pia Flaim – Ero bambina e ricordo la grande strategia messa in atto per raccogliere il convincimento di non dare la commessa a un altro artista. Mio padre ha sempre detto che quella è stata una delle più belle conquiste della legislatura». Hanno chiuso la serata Alberto Nicolodi e Marino Dalpiaz dell’«Anaunia ensemble» con alcuni brani musicali per viola e clavicembalo.

Il prossimo appuntamento I mobili nell’arredo tradizionale trentino è fissato per giovedì 7 novembre alle 20.30. Relatore sarà Umberto Raffaelli. La mostra si può continuare a visitare tutti i giorni tranne il lunedì dalle 15 alle 19 nei feriali e dalle 10 alle 19 il sabato e festivi.

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Pubblicato il: Lunedì, 04 Novembre 2013

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