Seguici su

Vai menu di sezione

Il melo: origini e caratteristiche morfologiche

Origini e classificazione botanica

I centri di origine del melo sono stati individuati da Valilov in un territorio che comprende il Kazakistan al confine con la Cina, il Turkmenistan, l’Uzbekistan, il Tagikistan, il Kirgizistan.
Le varietà coltivate appartengono alla specie Malus domestica Borkh; il genere Malus appartiene alla famiglia delle Rosacee, sottofamiglia pomoidee.
La maggior parte delle specie sono diploidi (2n = 34), alcune possono essere triploidi (Malus domestica) e tetraploidi (Malus domestica, Malus baccata, Malus spectabilis).
Alcune specie sono apomittiche cioè, in grado di formare l’embrione diploide senza fecondazione (Malus hupehensis, Malus sikkimensis, Malus sargentii, Malus toringoides, Malus coronaria).

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE

Albero

Le tipologie di portamento più comuni dell’albero del melo che caratterizzano le varietà coltivate sono: l’eretto, l’espanso e il pendulo.
La forma della chioma dipende dall’angolo di inserzione dei rami principali sul tronco, dalla vigoria e dalla frequenza dei diversi tipi di rami a frutto.
Le piante nate da seme sono caratterizzate da una lunga fase giovanile di durata variabile da 4 a 8 anni; durante questo periodo improduttivo le piante sono spinescenti, hanno foglie piccole e non differenziano gemme a fiore. La corteccia dei rami è di norma di colore rosso-bruno, liscia e presenta lenticelle evidenti.
La corteccia del tronco e delle branche è di colore grigio, nella fase di crescita manifesta evidenti screpolature e con il trascorrere degli anni diventa rugosa.

Rami
Nel melo si distinguono i rami a legno quando sono provvisti di sole gemme a legno, mentre sono classificati rami a frutto quelli che presentano gemme a legno e gemme a fiore. Particolari tipi di rami a legno sono i succhioni originati da gemme avventizie o gemme latenti presenti sulle branche e i polloni originati dalle radici o dal colletto.
I rami a frutto del melo sono il brindillo, la lamburda, la borsa e il ramo misto.
Il brindillo è un ramo esile lungo da 10 a 30 centimetri che generalmente presenta una gemma apicale mista e gemme laterali a legno.
La lamburda si distingue in lamburda vegetativa o dardo e in lamburda fiorifera o lamburda vera e propria.
La prima è un ramo molto corto (lunghezza massima 7-8 cm), tozzo, provvisto di una sola gemma terminale a legno che nell’anno successivo evolverà in lamburda fiorifera provvista di una gemma mista terminale.
La borsa, così chiamata per la forma, deriva dall’ingrossamento della parte basale dell’asse dell’infiorescenza e porta gemme vegetative che danno origine a dardi, lamburde e brindilli.

Foglie

Le foglie sono alterne, di colore verde intenso, di forma variabile, da cordiforme a obovata, di dimensioni variabili. Il margine può essere crenato, dentato o seghettato. La pagina superiore è generalmente glabra, mentre quella inferiore è tomentosa; la lamina fogliare può essere piatta, concava o ondulata.
Il picciolo ha una lunghezza diversa secondo le varietà ed è provvisto alla base di stipole (piccole foglioline).

Gemme

Nel melo si distinguono due tipi di gemme: a legno (più piccole e appuntite) e miste (più grandi e tondeggianti). Le gemme miste contengono l’apice vegetativo e i primordi dei fiori.

Fiore

Il fiore è costituito da un calice con cinque lobi e cinque petali di colore bianco o bianco rosato.
Gli stami sono in numero variabile da 15 a 20; l’ovario è infero, suddiviso in cinque logge contenenti ciascuna due ovuli.
Il fiore è provvisto di cinque stili filiformi. I fiori in numero variabile da 4 a 9 sono riuniti in un corimbo provvisto di una rosetta di foglie. La fioritura del corimbo inizia dal fiore centrale e dura circa 10-15 giorni.

Frutto

La mela, cioè il frutto della pianta del melo, dal punto di vista botanico è un falso frutto, in quanto deriva dall’accrescimento del ricettacolo fiorale. Il frutto è costituito da un epicarpo (epidermide cerosa), da un mesocarpo polposo e da un endocarpo coriaceo composto da cinque logge, avvolte da cinque carpelli, contenenti di norma due semi ciascuno.

Pagina pubblicata Giovedì, 08 Gennaio 2015 - Ultima modifica: Martedì, 10 Febbraio 2015

Valuta questo sito

torna all'inizio del contenuto