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Api e frutticoltura

L'impollinazione

La maggior parte delle varietà di mele coltivate è autosterile, vale a dire che il polline di una stessa pianta o di piante della stessa varietà, non è in grado di produrre la fecondazione.
In relazione a questa caratteristica, al fine di ottenere una produzione di mele abbondante e di buona qualità, risulta indispensabile favorire l’impollinazione incrociata tra varietà di mele diverse compatibili tra loro: per questo motivo il frutticoltore mette a dimora impianti costituiti da una varietà principale e da una cultivar impollinante. Attualmente in Valle di Non la Golden Delicious è la varietà più coltivata; quando viene messo a dimora un nuovo frutteto di questa cultivar è buona regola piantare al suo interno anche gruppi di alberi, oppure filari interi, di Red Delicious in quantità variabile tra il 5 e il 15% del totale delle piante.
Negli ultimi anni, specie negli appezzamenti di elevate dimensioni, la varietà impollinante viene piantata anche a blocchi di più file, questo per consentire la razionale coltivazione del frutteto ed ottenere anche da questa una produzione di ottima qualità.
In pratica l’impollinazione consiste nel trasporto del polline dall’antera allo stimma del fiore; questo passaggio è indispensabile per giungere all’allegagione ed ottenere così il successivo sviluppo del frutto. E' importante ricordare che l’obiettivo primario del melo non è produrre frutti, ma è quello di produrre semi per garantire il mantenimento della specie.

Ogni fiore di melo presenta di regola 20 antere; ciascuna di queste contiene mediamente 3.500 granuli di polline, quindi ogni singolo fiore produce circa 70.000 granuli di polline! In natura il polline può essere trasportato dal vento, dall’acqua o dagli insetti. Nelle piante fruttifere l’impollinazione è svolta quasi esclusivamente dagli insetti, in quanto il polline è pesante e non può essere trasportato dal vento e tantomeno dalla pioggia.
I fiori delle piante che affidano l’impollinazione agli insetti sono normalmente più vistosi rispetto a quelli che si avvalgono dell’impollinazione anemofila, cioè dovuta al vento. Va ricordato però che gli insetti sono attirati dai fiori oltre che per il loro aspetto, soprattutto per la presenza del nettare, un liquido zuccherino che si trova alla base dei petali. Sono definiti insetti “pronubi” quelli che favoriscono le nozze, cioè l’unione, tra un granulo di polline e un ovulo.

Le Api

Tra gli insetti pronubi le api sono certamente quelli più importanti. Nei nostri ambienti, oltre l’80-90% del lavoro di impollinazione è svolto dalle api (Apis mellifera), mentre la restante percentuale è opera di bombi, api selvatiche, sirfidi e altri insetti.
Questi insetti svolgono un lavoro eccezionale. Un’ape può visitare fino a 5.000 fiori al giorno e trasportare sul suo corpo fino a 100.000 granuli di polline.
L’ape è un insetto straordinario in quanto: è “fedele” ad una specie dall’inizio alla fine della fioritura. Quando l’ape trova una buona fonte di nettare, visiterà quel tipo di fiori fino a che il nettare è disponibile; questa caratteristica è definita “costanza fiorale”; è in grado di comunicare alle compagne, con una caratteristica danza, la posizione della sorgente nettarifera; è dotata di una folta peluria che favorisce l’adesione dei granuli di polline al suo corpo: ogni giorno visita moltissimi fiori ed è è una volatrice instancabile.
Durante i circa 20 giorni della fioritura dei meli, le valli del Noce dal punto di vista paesaggistico assumono un aspetto spettacolare, in quanto il colore bianco dei fiori fa apparire l’intera zona imbiancata come in pieno inverno.

Nei frutteti della val di Non e della val di Sole, a partire dalla metà di aprile, cioè qualche giorno prima dell’inizio della fioritura dei meli, vengono collocate
dagli apicoltori 2 - 3 arnie per ettaro; le arnie sono le casette dove vivono le api.
Questo pacifico esercito di api, grazie al suo instancabile lavoro, assicura al frutticoltore il raccolto autunnale delle mele.
Il servizio di impollinazione è organizzato e coordinato dalle 16 cooperative aderenti a Melinda e dai consorzi di miglioramento fondiario.
Gli apicoltori locali, ma anche quelli delle altre valli del Trentino e di regioni limitrofe, collocano le loro arnie in postazioni prestabilite costituite da
3 a 5 casette; per questo prezioso servizio gli apicoltori ricevono un riconoscimento economico.
L’attività d’impollinazione dipende anche dal posizionamento delle arnie; la disposizione in piccoli gruppi rende omogeneo e favorisce il lavoro delle api in quanto il percorso alveare/fiori/alveare risulta più breve.
La massima attività delle api si registra durante le giornate soleggiate, calde e prive di vento, mentre il tempo perturbato e piovoso riduce o annulla la loro
attività impollinante.
Il frutticoltore è sempre attento a rispettare questi preziosi insetti e cerca di evitare ogni operazione colturale che li possa danneggiare; per escludere possibili
comportamenti dannosi alle api, è stata emanata dalla Provincia Autonoma di Trento una specifica legge.
Le api non sono normalmente pericolose per l’uomo o per gli animali: infatti, solo se sono disturbate e si sentono in pericolo, mettono in atto il loro sistema
di difesa che è la puntura. è importante quindi muoversi sempre con attenzione e tranquillità in prossimità delle arnie.
Al termine della fioritura del melo, le famiglie di api risultano molto sviluppate e dotate di buone scorte di miele e polline, pronte ad iniziare nel migliore dei
modi un’ottima stagione di bottinaggio sulle altre specie fiorite.

Pagina pubblicata Lunedì, 12 Gennaio 2015 - Ultima modifica: Mercoledì, 29 Marzo 2017

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