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Imago Animi. Volti dal passato

24 marzo - 24 giugno 2018 | Palazzo Assessorile - Cles

Sabato 24 marzo è stata inaugurata presso il Palazzo Assessorile di Cles la mostra ‘IMAGO ANIMI - Volti dal passato’, a cura di Luca Bezzi, Nicola Carrara e Marcello Nebl.

L’evento espositivo è organizzato dal Comune di Cles in stretta collaborazione con il Museo di Antropologia dell’Università degli Studi di Padova, istituzione ideatrice della mostra.

‘Imago Animi’ racconta percorsi di storia umana attraverso eccezionali ricostruzioni facciali dei nostri antenati e di personaggi storici come antichi sacerdoti egizi, Sant’Antonio da Padova, Francesco Petrarca e Bernardo Cles. Reperti straordinari provenienti dal Museo di Antropologia di Padova, maschere dal mondo e opere d’arte contemporanea ci accompagnano alla scoperta della nostra storia.

Aperto dal martedì alla domenica 10.00-12.00 / 15.00-18.00

Lunedì chiuso

Info: 0463 662091 / 0463 421376 / 0463 662041

cultura@comune.cles.tn.it

www.comune.cles.tn.it

VISITE GUIDATE ALLA MOSTRA

condotte dalla Dott.ssa Eleonora Tacchetto dell'Università degli Studi di Padova

  • Sabato 23 giugno ad ore 16.30
  • Domenica 24 giugno ad ore 16.30 con la partecipazione dei curatori Nicola Carrara, Luca Bezzi e Marcello Nebl

IL PERCORSO

La mostra si snoda in sei sezioni indipendenti, accomunate dal tema del volto e divise in sotto-sezioni. All’interno delle sezioni sono previste alcune “finestre” che attirano l’attenzione del visitatore su un aspetto particolare o curioso e rimandano ad altre sezioni già viste o che seguiranno, creando una molteplicità di percorsi tematici possibili.

Sezione 1: Guardiamo in faccia la diversità umana

Il tema di questa sezione è l’evoluzione umana, con l’obiettivo di fare il punto sullo stato attuale delle conoscenze sui numerosi ominidi scoperti finora nell’albero cespuglioso delle forme umane e pre-umane. Si possono ammirare i calchi dei principali ominidi fossili e le loro ricostruzioni facciali anche ad ologrammi digitali e realtà aumentata, in apposite postazioni multimediali interattive.

Sezione 2: Una faccia, una razza? Non proprio

Questa sezione è dedicata al tema delle presunte “razze umane” e del razzismo, trattato dal punto di vista della storia del pensiero razzista e della posizione della scienza moderna sulla questione delle razze. L’obiettivo è quello di confutare il concetto di razza mostrandone la pericolosità prima e la totale inconsistenza scientifica dopo, attraverso un percorso storico che ripercorre la storia dell’antropometria e l’evoluzione del concetto di razza attraverso per esempio l’esposizione dei famosi crani di Blumenbach e 24 riproduzioni digitali dei ritratti dei tipi umani di W. Hein del 1903. Una suggestiva ed emozionante “stanza delle maschere di gesso”, presenta un centinaio di maschere in gesso originali della collezione storica di Lidio Cipriani, dal Museo di Antropologia dell’Università di Padova.

Sezione 3: Volti dal passato

Questa sezione highlight ha come protagonisti i visi di alcuni affascinanti personaggi del passato: la mummia originale di un sacerdote egizio di epoca tolemaica (con dettagli che rilevano la morte violenta del sacerdote, un “giallo” risolto dopo millenni); il viso inaspettato del sommo poeta Francesco Petrarca, ottenuto da un calco con una storia misteriosa legata al celebre dott. Canestrini di Revò; il tanto atteso volto ricostruito di Sant’Antonio, il più venerato al mondo; il volto della trentina Santa Paolina Visintainer (anch’esso ricostruito con l’ausilio delle più moderne tecnologie forensi); la ricostruzione facciale del principe vescovo Bernardo Cles, signore del Rinascimento trentino.

Sezione 4: Una faccia, un destino?

La sezione mostra le pseudo scienze che hanno avuto il viso come oggetto di studio, sin dall’antichità. Vengono presentati gli albori dell’antropologia criminale, prestando particolare attenzione alla fisiognomica, alla frenologia e all’espressione delle emozioni nella specie umana. L’attenzione nei confronti del viso nella moderna criminologia, scevra degli orpelli delle vecchie teorie, verrà evidenziata con tavole storiche, disegni, documenti, lettere, testi e maschere di pregevole fattura.

Sezione 5: Dalla faccia alla maschera: il viso simbolico

Dall’evoluzione biologica a quella culturale. Questa sezione vuole approfondire uno degli aspetti che maggiormente distingue l’uomo dagli altri animali: l’atto di coprirsi la faccia per nascondersi agli altri, rimanendo però in interazione con essi, dando al volto un significato simbolico. Vengono presentati i differenti significati e impieghi delle maschere nelle culture umane, come quelli legati alla cura delle malattie, alla rappresentazione di spiriti maligni, alla distinzione sociale, a riti di passaggio e a rappresentazioni artistiche. Particolare attenzione viene data all’uso della maschera nell’area tirolese e trentina, dai ‘Lacchè’, all’’Om selvadech’ al ‘Krampus’.

Sezione 6: I volti dell’anima (Il viso nell’arte di sei artisti contemporanei)

La rappresentazione del volto è centrale nella storia dell’arte. L’uomo ha da sempre sentito il bisogno di confrontarsi con la forza enigmatica del viso, con i suoi significati simbolici, con la sua forza e sensualità. Questa sezione si fonde con le altre cinque: sei artisti contemporanei di fama nazionale ed internazionalie (James Brown, Luigi Ontani, Ron Gorchov, David Aaron Angeli, Omar Galliani, Pietro Weber), grazie alla collaborazione di importanti gallerie d’arte trentine (Studio Arte Raffaelli, Cellar Contemporary, Galleria Il portale) presentano opere dedicate al viso, a quella parte del corpo che ha in se tutti gli elementi essenziali per i processi di percezione, espressione e respirazione.

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Pagina pubblicata Lunedì, 19 Marzo 2018 - Ultima modifica: Venerdì, 15 Giugno 2018

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